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Inaugurazione: venerdì 27 Ottobre ore 18.00

27.10 > 15.10.2017

VENEZIA, AMORE MIO

 

“Venezia, amore mio” è mostra di sentimenti forti, atto d’accusa e invocazione a cambiare strada, a reagire, a guardare indietro. il passato e il presente secondo Sergio Boldrin, maestro mascarer che si è fatto pittore per amore di una città, dipingendo il dolore e rendendo omaggio a chi prima di lui e in un’altra Venezia dipingeva… Carlo Dalla Zorza, Neno Mori, Marco Novati, Mario Varagnolo sono i suoi compagni di strada, illustri artisti lagunari che, con stili e sentimenti diversi, hanno percorso il ‘900 veneziano con una tavolozza in mano e la bellezza davanti agli occhi. ieri e oggi. ed è il gesto pittorico contemporaneo di un’artista che si muove con vigore teatrale nella pittura e muove le sue maschere tra i resti di una città. Si concede un paesaggio d’istinto guardando a Neno Mori, poi scarica pennellate furiose nella sua irriconoscibile Venezia. Si fa urlo di Munch, sceglie la via dell’espressionismo più cupo e doloroso per “raccontare” un’apocalisse, il nero, il grigio, il bianco sporco, l’azzurro livido, il rosso che brucia, per entrare tra i marmi e le pietre di una città fantasma. Stanca e tormentata cede sulle sue antiche colonne la preziosa San Giacometo, chiesa dei pic nic; le architetture si fanno indistinta selva di bitume e cenere, spettrale appare la città sorvolata alla vista dei padri mentre una maschera spegne gli occhi per non vedere, avvolta e percorsa da un incendio che brucia il passato. Pittura d’istinto e d’emozione che Sergio Boldrin ha voluto riportare in un dipinto-manifesto, dove elementi picassiani e collage s’incontrano con la sua rabbiosa gestualità a costruire una sorta di Guernica lagunare. Un leone da guerra spalanca le fauci e si ribella all’invasione, i mascareri tagliano la testa al toro a rinnovare un rito in memoria di una guerra vinta dalla città quasi 1000 anni fa. Anche se di guerre ormai Venezia non ne vince più, Sergio Boldrin non dispera e lo testimonia con il colore e le sue maschere. Artista, artigiano e sognatore che continua a sperare in una città che possa ritrovare la sua gente, la sua bellezza, la sua sapienza, la sua memoria…
e noi siamo con lui…