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Mostra di Arte Contemporanea di Pittura e Scultura 
La genesi del colore
Vernissage: sabato 17 febbraio ore 18:00
17 febbraio al 14 marzo 2018

Mostra: La genesi del colore
Presentazione critica: Francesca Catalano Gabriella Niero
Spazio espositivo: Galleria d’Arte San Vidal, Campo San Zaccaria - 30122 Venezia
Vernissage: sabato 17 febbraio ore 18:00 
Ingresso gratuito
Orari: 10:30-12:30, 16:00-19:00 (domenica chiuso)

Chi siamo

Nel 1949 il pittore Maestro Felice Carena (Cumiana, Torino 1879 – Venezia 1966) diede vita al “Cenacolo San Vidal”, ossia la sezione veneziana dell’U.C.A.I., di cui fu il primo presidente, ospitata nell’antica chiesa di San Vidal ( non aperta al culto) , fondata nell’ XI sec. e ricostruita a fine XVII, dapprima nella sacrestia con la denominazione di “Galleria San Vidal U.C.A.I.”, e poi anche nella grande aula della chiesa. Già nel 1949 vi si tenne un’importante mostra d’arte e artigianato liturgico. Poi negli anni Sessanta l’illustre critico d’arte e giornalista del «Gazzettino» Paolo Rizzi (Venezia 1932-2007) e il pittore Maestro Ernani Costantini (Venezia 1922-2007), rispettivamente consigliere e presidente della sezione, hanno dato vita al “Centro d’Arte San Vidal U.C.A.I.”, che è anche attualmente la denominazione dell’associazione.

      L’attività della Galleria e del Centro, dal 1958 è stata coordinata con determinante apporto professionale dal direttore Arti visive Giorgio Fabbiani, che ha illuminato una schiera di Artisti con la sua capacità organizzativa, la profonda spiritualità e l’umanità nel consigliare e incoraggiare. Dal 2018, Giorgio Fabbiani ha passato la direzione al socio, pittore, fotografo d’arte ed esperto informatico, Christian Palazzo nel solco tracciato in ben sessant’anni, rimanendo tuttavia sempre presente nella qualità di vice direttore. L’attuale presidente della sezione è il giornalista Giovanni Battista “Titta” Bianchini; il consiglio direttivo è formato dal presidente unitamente ai soci Rosanna Basilio, Francesca Catalano, Giuseppe Goisis e Fanny Zava. 

     Le opere che sono state esposte nel Centro d’Arte San Vidal U.C.A.I.,   e continuano ad esserlo, sono innumerabili, dai Maestri dell’Ottocento ai contemporanei di fama nazionale e internazionale.

Spazio

La prima chiesa di San Zaccaria fu fondata ed eretta quando la sede del governo fu stabilita a “Rivoalto” durante il dogado di Angelo Partecipazio, eletto nell’811 e del di lui figlio Giustiniano, che gli successe nell’827 e morí nell’829 lasciando considerevoli beni alle suore. Era a pianta basilicale a tre navate; non grande, ma ricca di opere scultoree e preziosi arredi. Intorno alla metà del X sec. ebbe un notevole intervento sulla struttura con ampliamenti e la costruzione d’una cripta d’intenso fascino, alla quale ancor oggi si può accedere. Nel 1105 un tremendo incendio — come i tanti che si annoverano nella storia di Venezia, e dai quali non restarono immuni nemmeno il Palazzo Ducale, la Basilica Marciana, Rialto, l’Arsenale e ultimamente il Teatro La Fenice — devastò molte zone della città distruggendo edifici e numerose chiese, favorito dalle prevalenti strutture lignee delle costruzioni. La chiesa di San Zaccaria e il monastero non scamparono alle ingiurie del fuoco; perirono soffocate cento suore. Intorno al 1170 la chiesa fu rinnovata, quasi certamente, al pari di chiese della stessa epoca, a pianta basilicale a croce latina, con un portico antistante addossato alla facciata in cotto. Allineato con questa, venne innalzato a destra, il campanile attuale in cotto (tra i piú antichi della Città, di stile veneto-bizantino, alto 26 metri, con cella a trifore (il primitivo campanile era stato abbattuto nel secolo precedente, poiché pericolante). Nel Tre-Quattrocento, di modifica in modifica, la chiesa aveva ormai perso lo stile bizantino, sostituito nelle linee generali da quello gotico, con ampliamenti interni e maggiore imponenza alla vista esterna. Nel 1464 vi fu realizzato tra l’altro un grande coro ligneo.

     Nel 1458, su sollecitazione delle monache, preoccupate per la statica della chiesa, iniziò la costruzione di un nuovo sacro edificio. I lavori si svolsero sotto la direzione del progettista architetto Antonio Gambello (? – Venezia 1481), legato al gotico ma accogliente anche elementi rinascimentali, poi da alcuni suoi collaboratori quando venne a mancare, e infine dall’architetto rinascimentale Mauro Codussi (Lenna, Bergamo 1440 – Venezia 1504), legato invece alla classicità. Il Codussi innalzò la cupola e portò a compimento la facciata realizzata  dal Gambello fino alla parte appena sopra il basamento; facciata ricca di pietre e marmi policromi, di motivi architettonici,  ampie finestre, timpano semicircolare e due mezzi timpani a quarto di cerchio. Sopra il portale lo scultore Alessandro Vittoria (Trento 1525 – Venezia 1608) collocò la statua di San Zaccaria. Nel 1469, contiguo all’estremità del fianco sinistro della chiesa, venne costruito un campaniletto con scala a chiocciola. La nuova chiesa, che oggi ammiriamo, era già completata nel 1515, ma fu consacrata nel 1543.

     C’è un importante particolare: la vecchia chiesa non fu abbattuta, come invece usualmente avveniva, per lasciar libera l’area su cui edificare la nuova. Nel caso di San Zaccaria, la nuova chiesa occupò un’area adiacente, ma si affiancò in senso longitudinale alla preesistente, incorporando letteralmente la navata sinistra di questa. Dalla vecchia chiesa, che appunto non era stata demolita, ma solo ristretta, eliminato l’antistante portico, si ricavarono vari ambienti per solo uso del monastero, tra cui la cappella, utilizzata in un secondo tempo come sacrestia. La facciata ebbe trasformazioni, divenendo il nuovo ingresso principale del convento, collegato al parlatorio delle monache. Le strutture del monastero vennero ampliate, sviluppandosi intorno a due splendidi chiostri rinascimentali (oggi vi risiede il Comando provinciale di Venezia dell’Arma dei Carabinieri; il convento fu infatti soppresso dagli editti napoleonici del 1810). Poi nel tempo altri interventi per trasformazioni. Il campo aveva in un certo senso carattere privato in quanto vi si poteva entrare da due accessi, di cui uno costituito da un ricco portale gotico, che tuttora si ammira, ma vi erano altri edifici del monastero stesso e le arcate delimitanti l’area del suo cimitero (oggi negozi). 

     Tolto il portico davanti alla facciata della chiesa vecchia, ad ampliamento di questa, negli anni 1458-9 si costruì  a fianco una nuova struttura, anch’essa in cotto, detta «SCOLETTA DI SAN ZACCARIA»,con un locale superiore destinato a granaio. La Scoletta è aperta verso il campo da due grandi arcate a tutto sesto; e qui la storia si collega al Centro d’Arte San Vidal. Sulla muratura del campanile presso tali arcate si trova attualmente un Crocifisso ligneo (h cm 280, larghezza cm 165) in stile altoatesino, protetto da sponde e spioventi anteriormente sagomati. È quello donato nel 1943 da Emilio Panfido, che fu il continuatore della società veneziana dei rimorchiatori portuali fondata dal padre Carlo all’inizio del Novecento. Fu poi donato alla chiesa di San Zaccaria e infisso in una montagnola di pietre nel giardinetto di fronte alla Scoletta. Rimosso una quindicina di anni fa e restaurato, è stato appunto fissato, a una certa altezza da terra, alla muratura del campanile contiguo alla Scoletta stessa.

     Attraverso l’arcata piú vicina al campanile si accede oggi alla sede veneziana del Centro d’Arte San Vidal con le sue sale mostra, che nel gennaio 2018 sono state ammodernate nei pannelli espositivi e l’impianto d’illuminazione: a pianoterra la sala inferiore, ove trovasi un antico elemento verticale ligneo ricco di figure intagliate; e al primo piano l’ampia sala superiore, che si raggiunge salendo una caratteristica scala di legno. Sugli antichi mattoni delle pareti restano alcune grandi tele secentesche. Nei due storici ambienti la San Vidal prosegue con immutata passione il suo impegno culturale, continuando ad essere uno tra i piú importanti punti di riferimento nel panorama artistico veneziano. Le opere di pittura, scultura, fotografia e grafica, che vengono ininterrottamente presentate in rassegne personali e collettive con qualificati Artisti e varietà di  orientamenti, uniscono al loro intrinseco valore il fascino della storia in cui si trovano ad essere mirabilmente immersi; una storia a cui si è voluto solo brevemente accennare assieme a quella del Centro d’Arte San Vidal.

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Contatti

San Vidal U.C.A.I Associazione Culturale

Scoletta San Zaccaria, campo San Zaccaria
30122 castello - Venezia
tel: 0415234602
lun/sabato h. 10.30 – 12.30 | 15.00 – 18.00
sanvidal.ucai@gmail.com