Gli orizzonti della luce. Da Remigio Butera ai contemporanei

Mostra: Gli orizzonti della luce. Da Remigio Butera ai contemporanei
periodo esposizione: 2 – 31 dicembre  2018
vernissage: 2 dicembre ore 17
presentazione del critico:  Francesca Catalano, Siro Perin
orari galleria: lun/sab 10.30 – 12.30 | 16.00 – 19.00 chiuso 25-26 dicembre
ingresso: gratuito
organizzata da: Centro D’Arte San Vidal
indirizzo: Scoletta San Zaccaria, campo San Zaccaria

Una nuova mostra dal titolo “Gli orizzonti della luce” verrà inaugurata il 2 dicembre e sarà visibile per tutto il mese negli spazi della Scoletta di San Zaccaria. Dopo la mostra antologica sul pittore Carlo Caretta, il Centro d’arte San Vidal vuole proporre nuovamente il format delle mostre passate, facendo dialogare i protagonisti della tradizione della pittura con i nuovi artisti del contemporaneo.

Questa volta la saletta inferiore della galleria verrà dedicata interamente a Remigio Butera, artista attivo nella prima metà del Novecento. 

Nato nel 1903, il pittore agrigentino fu uno stimato insegnante negli Istituti d’arte e nelle Accademie di Belle Arti tra Palermo e Venezia. Ottenne una grande considerazione anche nel panorama artistico e la stima di colleghi, fra tutti Virgilio Guidi e poi Bruno Saetti, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Alberto Viani ed Emilio Notte, che lo volle fortemente all’Accademia di Napoli. Partecipò inoltre a svariate edizioni della Biennale d’Arte di Venezia  e ad alcune Quadriennali di Roma. 

Conosciuto per i suoi dipinti di paesaggio, l’artista siciliano è riconoscibile per le sue ampie pennellate, per i colori vivaci e corposi che ricreano movimento e atmosfere riconducibili alle zone del sud Italia, dove il sole e la luce sono protagonisti. In tutte le sue vedute assolate, comprese quelle in cui sono rappresentati paesaggi della campagna veneta come le rive del fiume Brenta, nella composizione delle masse sintetica, si può scorgere spesso all’orizzonte una velatura d’azzurro, un ricordo lontano di sprazzi di mare e porzioni di blu. Nelle nature morte ricorrono i frutti estivi come angurie e meloni, spesso accostati agli strumenti di uso quotidiano, il tutto reso sempre con la brillantezza del colore e l’intensità della luce. Nei ritratti i lineamenti dei volti e le espressioni provengono chiaramente da un sud non troppo lontano, a cui il pittore è legato nei ricordi e ispirato nelle raffigurazioni.  Il critico Silvio Branzi più volte ha insistito nel dire che Butera voleva essere “siciliano e  veneziano insieme”. 

Con questo binomio “nord-sud” di richiami e di suggestioni, la mostra continuerà al piano superiore, proponendo un’esposizione aperta agli artisti contemporanei provenienti in parte dall’area veneta e in parte dalla Campania e dalla Sicilia. Una collettiva che possa fare da ponte tra la tradizione pittorica rappresentata da Remigio Butera e le nuove modalità d’espressione, portandoci a riflettere sulle nuove tematiche sulle quali si interrogano gli artisti di oggi provenienti dalle sue principali aree di indagine artistica. 

Sala inferiore: Remigio Butera
Sala superiore: Carlo Caretta, Silvio Geat, Giordano Passera, Adriana Baccin, Bianco Domenica Agnese,Paolo Biasini , Raffaela Boffelli , Silvia Cusumano, Massimo Di Manno, Davide Favaro,  Maria Luisa Franchin, Maria Galati, Geo Bruschi,  Mayra Guadalupe Herrera Campos, Gabriella Martino, Maria Laura Riccobono,  Rossella Ronzat, Margherita Santacatterina,  Raffaella Tassinari,  Josefina Temin,  Giovanni Toniatti Giacometti,  Franco Zannini.

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